JAZZ INVESTIGATION
Il Jazz Sotto Inchiesta
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Last Week

John Scofield e il Gioco del Metro
Agli inizi degli anni '80, prima di essere chiamato alla corte di Miles Davis,
il chitarrista statunitense John Scofield effettuò alla guida di un trio elettrico una serie di concerti e alcune registrazioni che sono ormai considerate storiche; furono una tappa importante nel lungo avvicinamento tra l'approccio più purista al jazz e l'atteggiamento di apertura alle sonorità del rock che ispirò e suggestionò tanti musicisti dalla fine degli anni '60 in poi. Nonostante gli illustri precedenti del jazz-rock degli anni '70, Scofield si impose presto all'attenzione generale per l'originalità del suo stile e del suo sound, che miscelava con naturalezza stilemi post-boppistici, uno spiccato senso del blues con una sonorità acida e rockettara. I compagni che egli scelse per questa avventura furono il bassista (anch'egli divenuto "elettrico")
Steve Swallow e il batterista Adam Nussbaum, i quali condivisero
abilmente la strada di fusione intrapresa dal leader.
Nelle registrazioni effettuate dal trio si può notare come mirabilmente il gruppo sappia suonare facendo convivere con spontaneità mondi che molti musicisti e ascoltatori, di entrambi i fronti, giudicavano lontani e inconciliabili:
o suoni il jazz o suoni il rock, insomma.

Alcune delle testimonianze più significative di quell'esperienza si trovano in due album pubblicati nel 1983 dall'etichetta tedesca Enja Records:
Out Like A Light (ENJA 4038) e Shinola (ENJA 4004)
registrati live nella stessa serata a Monaco di Baviera
presso il Club Vielharmonie il 14 Dicembre 1981.
È nell'album Out Like A Light che si trova il brano intitolato Last Week.

Chi conosce un po' il repertorio jazz e ha un orecchio attento non fatica a trovare qualcosa di familiare: si tratta infatti di un cosiddetto mascheramento
(o contrafact, nel gergo dei jazzisti), ovvero di una nuova melodia scritta sugli accordi di uno standard, pratica molto utilizzata da jazzisti di tutte le generazioni. I giri armonici di una song (soprattutto se siglati) non sono protetti dal diritto di autore, lo sono solamente la melodia e il testo: fin dagli anni '20 si diffuse ampiamente la consuetudine e anche un po' il gioco di produrre nuovi brani con questo espediente, in modo di avere nuove melodie su armonie già conosciute e condivise dai musicisti.

Scofield ha scritto Last Week utilizzando la forma e le armonie di una famosissima canzone di Jerome Kern: Yesterdays. Una particolarità di questo standard è che ha una forma ABAB con sezioni di otto misure: si tratta sostanzialmente di un tema di sedici misure ripetute praticamente immutate - a parte il testo - per due volte,
per arrivare alle canoniche trentadue misure.

Puoi ascoltare Last Week prima di andare avanti nella lettura di questo breve saggio.
Last Week
(John Scofield Trio, 1981)
Ascolta Last Week nella versione suonata dal magnifico trio di John Scofield, mentre leggi le seguenti righe.
L'aspetto che più colpisce e che caratterizza il brano del chitarrista è la sua stesura metrica: ha trasformato le battute pari della composizione di Kern (scritta e suonata solitamente in 4/4) scandendole in 3/4. Quindi le sedici misure iniziali (AB) sono percepite come una sezione di otto battute nel tempo dispari di 7/4 dato dalla successione 4/4 + 3/4. Sulla scena contemporanea si è più abituati a questo tipo di operazioni, ma nel 1981 fu una felice e sorprendente intuizione,
anche se non una novità assoluta nella storia del jazz.
Chissà se nell'intitolare questo brano il chitarrista non abbia pensato ai sette giorni che formano una settimana alludendo alla metrica in sette ...

Vediamo alcuni aspetti compositivi nella costruzione del grande chitarrista: gli esempi sono estrapolati da una trascrizione messami a disposizione
dal chitarrista Stefano Nicli che ringrazio.
Volendo trascrivere Last Week, nella scelta dell'indicazione del tempo si può optare per l'alternanza di misure in quattro e tre quarti o per una generale scansione in sette: entrambe le soluzioni sono valide. Nell'esempio 1 la metrica originale e le due possibili scritture delle prime misure.
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Esempio 1
Un colore particolare, che si percepisce subito, è la sostituzione armonica operata sull'accordo di A7, soppiantato da un classico accordo a un tritono di distanza - il Eb7 - che crea l'iniziale movimento cromatico delle fondamentali al basso.
Per i più avvezzi (e buongustai) ascoltatori, il colore tipico di questi accordi è quello del cosiddetto Lydian Dominant, che produce un sound di cui il jazz non può fare assolutamente a meno. Innumerevoli sono state le sue applicazioni,
soprattutto dalbebop in poi.

Tra i tanti elementi che rendono così vario e ricco il linguaggio chitarristico di
John Scofield vi è l'approccio polifonico che sa gestire con grande perizia nel suo fraseggio. Eccone un paio di dimostrazioni: nell'esempio 2 la prima misura dell'esposizione, in cui la frase del tema è sostenuta da una seconda voce che collega le settime dei due accordi. Il frammento variato si trova poi anche nella seconda battuta.

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Esempio 2
Poco dopo - nella terza misura - alle note ribattute della voce superiore fa da controcanto una seconda linea cromaticamente discendente: il punto di arrivo nella quarta misura è l'accordo di E9 a tre parti.
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Esempio 3
La ricomposizione della sezione B (le seconde otto misure dell'originale) hanno altri elementi di grande interesse: Scofield costruisce una efficace guide line cromatica ascendente a partire dalla settima di A7 (sol) sulle armonie discendenti
tipiche delle concatenazioni di dominanti.

Essa prosegue per sei accordi, fino alla nota do suonata sul Bb6/9, determinando una serie di tensioni armoniche di gran colore sui vari accordi: all'inizio di ogni misura c'è una nota che fa da trampolino verso i suoni della scala cromatica.

Nell'esempio 4 sono riportate le sigle e le note al canto per i cinque dominanti, ma all'ascolto è facile accorgersi che il tutto è sostenuto da voicing accordali arpeggiati dalla chitarra e da una tensiva, ipnotica e ostinata linea del basso di Steve Swallow.
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Esempio 4
La risoluzione di tanta tensione è dato dai voicing quartali dell'accordo Bb6/9, punto di arrivo (sembra un accordo di tonica) e di partenza allo stesso tempo, in quanto è seguito dal dominante della tonalità di impianto, il A7, che ci riporta verso il Dmi iniziale. E proprio sul A7 si può ascoltare un bel frammento esatonale,
costruito alternando due triadi aumentate: F(#5) e G(#5), che puoi vedere
nell'ultima misura dell'esempio precedente.
La seconda ripetizione di AB è abbastanza simile, con qualche piccola variazione.
A questo punto il chitarrista prende il suo assolo, denso di idee ritmiche, armoniche e melodiche, nel suo ormai inconfondibile stile: suona per cinque cicli di otto misure
(le "vecchie" sedici misure del brano originale). La cosa è significativa perché ci rivela che il solista non ha tenuto conto della forma tematica estesa su sedici battute (due cicli di otto misure in 7/4), ma ha cavalcato le armonie girando su cicli di otto misure, che nella stesura in 7/4 corrispondono a sedici misure tradizionali. È in un certo senso lo stesso meccanismo utilizzato su St. Thomas da Sonny Rollins o su Giant Steps da John Coltrane: il tema viene ripetuto due volte per questioni
di forma song, ma poi il solista sceglie liberamente su quanti cicli improvvisare
L'assolo di John Scofield è denso di tensione, grazie al suo tocco ruvido e raffinato, un uso del plettro e dei legati pieno di espressione, alla distorsione che fa del suo sound un marchio inconfondibile, alla continua venatura bluesy, alternata con armonie abilmente alterate, da raffinato jazzman. Single note, frasi a ottave, suddivisioni ritmiche e poliritmiche, lunghe tirate di semicrome alternate a note ribattute:
le sorprese sono continue. Il tutto è sostenuto meravigliosamente dal basso (suonato col plettro) di Steve Swallow che contrappunta le volate solistiche del leader con incedere ipnotico e dal drumming energico e carico di interplay di Adam Nussbaum, che contribuiscono alla sonorità dal sapore jazzrock del trio.

Vediamo due articolate frasi dell'assolo di Scofield, improvvisate rispettivamente nel secondo e terzo ciclo di otto misure, nella terza e quarta misura, in cui un movimento discendente della linea di basso sotto l'accordo di tonica (Dmi)
porta verso due poste cadenze a distanza di semitono
(Cmi7 F7 Bmi7 E7).
Ecco la prima, riportata nell'esempio 5 che segue: puoi ascoltare una "fredda" riproposizione sul video sottostante a scopo esemplificativo.
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Esempio 5
Chiaramente per percepire bene la dimensione sonora e l'ambientazione della frase, bisogna ascoltarla dall'originale, al minuto 1:50'.
È interessante notare come il chitarrista abbia assimilato il linguaggio jazzistico sviluppatosi dal bebop in poi e come lo abbia personalizzato: sono identificabili alcuni tipici meccanismi del fraseggio, come gli enclosure (anteporre a una nota importante una coppia di note, una posta un grado dopra e una un grado sotto, per esempio:
sol - mi per approcciare il fa, terza di Dmi) o gli approcci con
cromatismo o doppio cromatismo.
Un altro elemento interessante è il frammento di Db lydian dominant alla fine della prima battuta: una classica sostituzione di G7 per cadere
con forza espressiva sul Cmi7 che segue.
Si potrebbe parlare di linguaggio sassofonistico, seguendo il fluire della frase:
Scofield non ha mai fatto mistero di aver studiato i grandi solisti del jazz moderno che si sono espressi sul sassofono, John Coltrane su tutti, di cui ha trascritto numerosi assoli per studio personale.
L'esempio 6 che segue riporta le frasi suonate dal leader nella sezione successiva esattamente nello stesso punto: a ben vedere si possono trovare tanti punti in comune con la frase riportata nell'esempio 5, ma con uno sviluppo diverso dal precedente. Come dire: stessa sintassi, stessa grammatica, ma diverso risultato.
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Esempio 6
Siamo in un momento importante, emozionante a pensarci bene. Il chitarrista ha già avuto frequentazioni illustri quando registra questi due album live: grandi musicisti come Gerry Mulligan o Charles Mingus lo hanno voluto al loro fianco in qualche occasione. Di lì a poco John Scofield spiccherà il volo, a oggi mai interrotto con una brillante carriera: la chiamata di Miles Davis per l'incisione di Star People e l'attività concertistica ad essa legata lo porterà alla grande ribalta internazionale, affermandosi come una delle personalità più conosciute e seguite del jazz contemporaneo.
©RobertoSpadoniMusic
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