Tonal or Modal?
That's the Question

Wayne Shorter tra due universi
Wayne Shorter ha un ruolo di prima importanza nella storia del jazz moderno,
grazie alla sua attività di compositore, di leader, di solista,
e alla sua vena creativa originale e continua.
Nella sua opera, i brani scritti e registrati nei primi anni '60 occupano un posto importante, poiché il sassofonista riuscì a rappresentare al meglio le meraviglie dell'armonia modale, contribuendone alla diffusione nel mondo del jazz.
Shorter però non rinnegò il linguaggio armonico legato alla tonalità;
al contrario, scrisse alcuni brani in cui i due universi sonori
convivono virtuosamente, integrandosi a vicenda.

Una delle tante tecniche compositive utilizzate dal sassofonista è quella di costruire nella prima parte di una composizione - o di una sezione di essa - una ambientazione armonica modale, seguita da un'altra legata a un contesto tonale più o meno evidente. Semplificando la questione, la zona modale ha il compito di creare un clima di sospensione, di attesa, ma allo stesso tempo di stasi armonica: nell'armonia modale infatti, non si riconosce un polo di attrazione così forte come in tonalità, e gli accordi non hanno urgenza di risoluzione anche se contengono forti dissonanze.
Qualsiasi accordo, slegato da un rapporto di tonalità da quelli adiacenti, può essere un punto di arrivo o di partenza. Inoltre si nota la mancanza di forme cadenzali
(V - I o II - V - I). Nell'ambito tonale, al contrario, gli accordi si succedono esprimendo un'urgenza di moto, un impulso di risoluzione: la sensazione è quella di scendere una gradinata, dove in fondo ci aspetta una zona pianeggiante (l'area dell'accordo di tonica), in cui avviene il rilascio delle tensioni accumulate.
ndoNe è un ottimo esempio il branoYes or No, contenuto nell'album JUJU
(Blue Note, BST 84182), registrato il 3 agosto 1964.
Con il tenorista, una eccezionale sezione ritmica "coltraniana", con Mc Coy Tyner al pianoforte, Reggie Workman al contrabbasso e Elvin Jones alla batteria.

John Coltrane era uno di quei musicisti che avevano indicato al mondo del jazz la via della modalità iniziandone una dettagliata esplorazione, e probabilmente in quel momento non vi era sezione ritmica più indicata per sviluppare le idee innovative di Shorter. Lo spartito di Yes or No è consultabile su varie fonti, tra cui
The New Real Book (Sher Music, 1988): essendo basato sulla original lead sheet (spartito originale dell'autore), è probabilmente la fonte più autorevole, anche se va segnalato che qui il titolo è leggermente diverso,Yes and No.

Puoi ascoltare Yes or No andando avanti nella lettura.
Yes or No
(Wayne Shorter, 1964)
Ascolta Yes or No dall'album Juju,
mentre leggi le righe che seguono.
Il brano è scritto nella tradizionale forma song AABA, ma le sezioni A hanno la durata inconsueta di 14 misure, mentre la sezione B è di 16 misure.
Nell'esempio 1 sono riportate le armonie della sezione A.
_____
Esempio 1
Si può osservare facilmente che le prime otto misure sono basate su un pedale di D,
su cui si alternano le sigle D13sus4 e Dmaj9, che suggeriscono rispettivamente le
scale modali D Misolidio e D Ionico: non vi è alcun rapporto tonale tra le due sigle, che esprimono due colori modali sulla stessa fondamentale, in quella che Ron Miller definisce una "parodia della cadenza V - I", nel suo bellissimo testo
Modal Jazz Composition & Harmony - Volume 1
(Traduzione in italiano di Roberto Spadoni - Volontè&Co.).

Dalla misura 9 in poi, troviamo un rapido precipitare di eventi armonici di carattere tonale, prima verso la tonalità di G maggiore (con un accordo di tonica provvisorio), preparata dal lungo pedale di D (nota che occupa il V grado della scala di G, il dominante), e poi verso la tonalità di Bb maggiore, in cui l'accordo di tonica appare definitivo, durando due intere misure. Da sottolineare anche il sapore di interscambio modale tra le due tonalità, visto che da Bb maggiore ricaviamo la tonalità parallela minore, G minore. La sezione si chiude con un salto di tritono, da Bbmaj7 a Emi7,
che ci riavvicina al mondo tonale di G maggiore.

Nel successivo esempio 2, ecco la successione armonica della sezione B.
_____
Esempio 2
Si nota facilmente la presenza di zone cadenzali in forma IImi7 – V7 che conducono all'accordo di tonica Ebmaj7: la prima cadenza risolve nuovamente verso un accordo di G, ma questa volta è il Gmi7 è solo una tappa intermedia verso l'effettivo centro tonale.

A contrastare l'innovativa sezione A, nella sezione B (di 16 misure) troviamo una successione armonica di chiaro stampo boppistico, una sorta di pattern armonico che grazie a un meccanismo di cadenze a cascata porta all'accordo di tonica partendo da unaccordo semidiminuito posto a un tritono di distanza.
Per fare un esempio, le armonie sono esattamente quelle della sezione A di Woodin'You, brano di Dizzy Gillespie del 1943, a testimoniare una importantissima eredità a cui Wayne Shorter non intende rinunciare.
Un altro brano interessante per la nostra breve indagine è Speak No Evil, title track dell'omonimo album (Blue Note, BST 84194) registrato il 24 dicembre 1964
(pochi mesi dopo JUJU) e pubblicato l'anno successivo.
La formazione che circonda il leader, è nuovamente di prima grandezza:
Freddie Hubbard alla tromba, Wayne Shorter al sax tenore, Herbie Hancock al pianoforte, Ron Carter al contrabbasso e ancora Elvin Jones alla batteria.
La forma è ancora quella della song AABA, e anche in questo caso la inconsueta durata della sezione A è di 14 misure; la sezione B
questa volta è di 8 misure.
Speak, No Evil
(Wayne Shorter, 1964)
Ascolta Speak, No Evil dall'album omonimo,
mentre leggi le righe che seguono.
In questo brano la situazione è più complessa. La tonalità dichiarata dalle alterazioni in chiave è C minore. Nella sezione A la stasi armonica è affidata nelle prime 8 misure alla coppia di accordi Cmi11 - Dbmaj7 e suggellata dalla lunga durata nel tema della nota fa, rispettivamente undicesima di Cmi7 e terza maggiore di Dbmaj7.
Mentre il Cmi11 può essere approcciato con diverse scale modali,
il Dbmaj (il bII di C minore) ha natura squisitamente Lydian.

Seguono quindi due misure caratterizzate da quattro accordi del tipo "mi11" collegati parallelamente, che pur movimentando la successione armonica, non ci permettono di avvertire un senso tonale: si muovono grazie a un modulo intervallare delle fondamentali di terza maggiore discendente (Emi11 - Cmi11)
e seconda maggiore ascendente (Cmi11 - Dmi11).

Le ultime quattro misure, con le sigle A7alt - Bbmi11, esprimono ancora una enigmatica staticità, con una implicita pulsione risolutiva
che viene trattenuta, non soddisfatta.
_________
Esempio 3
La sezione B, presenta una successione armonica praticamente identica a quella di Yes or No, ma compressa in otto misure. Le uniche differenze stanno nelle sostituzioni di tritono degli accordi di dominante (Ab7 al posto di D7, Gb13 al posto di C7) che rendono cromatica la discesa del basso nelle prime cinque misure, e nell'accordo di chiusura, il Dbmaj7 che riconduce alla sezione A. In questa sezione è la scrittura ritmica della melodia (e dell'armonia) a catturare subito la nostra attenzione.
_____
Esempio 4
Facendo un passo indietro nel tempo, l'ultimo brano proposto in questo breve excursus è This is for Albert, scritto per i Jazz Messengers del batterista Art Blakey e contenuto nel bellissimo album Caravan (OJC20 038-2), registrato da quella formazione a New York 23 e 24 ottobre 1962. Ancora una formazione eccellente, con Freddy Hubbard alla tromba, Wayne Shorter al sax tenore, Curtis Fuller al trombone, Cedar Walton al pianoforte, Reggie Workman al contrabbasso
e Art Blakey alla batteria.



This Is For Albert
(Wayne Shorter, 1962)
Ascolta This Is For Albert dall'album Caravan,
mentre leggi le righe che seguono.
In questo caso una preziosa fonte è il libretto allegato all'Aebersold Volume 33 dedicato alle composizioni di Wayne Shorter: per il brano in questione troviamo addirittura la trascrizione dell'armonizzazione dei tre fiati.

Il sassofonista utilizza ancora una volta la forma song AABA, ma stavolta sviluppata con le convenzionali sezioni di otto misure. Nel prossimo esempio, le successioni armoniche delle due sezioni.

Si notano elementi interessantissimi che fanno emergere
le grandi capacità di Shorter nel progettare e scrivere un brano.

Entrambe le sezioni hanno nelle prime quattro misure una zona di pedale e di ambientazione modale, e anche se nelle prime misure della A si avverte anche la presenza della tonalità di G maggiore, l'approccio all'improvvisazione e all'accompagnamento è squisitamente modale.
Le prime misure di B sono su un pedale di Db,
posto ad un tritono di distanza dal primo pedale in G.

La staticità viene affidata dunque anche al pedale, oltre che all'ambientazione modale. Le seconde quattro misure delle due sezioni al contrario presentano le ormai consuete zone tonali, quelle che risolvono la sospensione e l'aspettativa create dalle zone modali. Nella sezione A si transita per le tonalità di Bb maggiore (come era successo in Yes or No) e di Ab maggiore, con gli abituali movimenti cadenzanti; nella sezione B le ultime quattro battute riportano con forza verso la tonalità di G maggiore con un collegamento armonico derivato dalla più tradizionale jazz harmony in tonalità, un classico III - VI - II - V, con il VI grado riarmonizzato che assume il ruolo
di dominante secondario (V del II).

Queste brevi riflessioni sfiorano appena il complesso mondo espressivo shorteriano: con composizioni di questa fatta, il compositore costruisce un ideale ponte tra il tradizionale ambiente armonico della tonalità – trattata jazzisticamente –
e le nuove frontiere della modalità.
Come dire, passato e futuro uniti da un ponte ideale.

Il desiderio è che queste righe possano fornire alcuni spunti di analisi e conoscenza, e stimolare allo studio della musica di questo artista visionario, concreto e astratto allo stesso tempo, uno dei maestri indiscussi della scrittura jazzistica e del suo strumento.

©RobertoSpadoniMusic
Qualsiasi utilizzo o diffusione
(anche didattico o divulgativo)
dei contenuti deve essere concordato con l'autore.
Visita la sezione
WORK WITH ME
Troverai tante idee e proposte di collaborazione
artistica e didattica!